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Le voci della Palude di Torre Flavia

Una stazione di ascolto nascosta tra i canneti della riserva registra giorno e notte. Quando un piccolo modello di intelligenza artificiale riconosce il canto di un uccello, conserva la registrazione. Qui puoi cercarla per specie o per data, ascoltarla e vederne le frequenze prendere forma in tre dimensioni.

Dal canneto al tuo schermo

Il viaggio di ogni registrazione, dalla stazione nella palude fino a questo archivio.

  1. Ascolto

    Un microfono collegato a una scheda XIAO ESP32-S3 Sense ascolta la palude senza interruzioni.

  2. Riconoscimento

    Il modello di intelligenza artificiale a bordo salva il file solo se è sicuro della specie almeno all'85–90%.

  3. Trasmissione

    Due volte al giorno una scheda Heltec V4, alimentata da un pannello solare, invia l'elenco dei canti via LoRa su una rete Meshtastic privata.

  4. Raccolta

    Alla base una scheda Heltec V3 riceve l'elenco e lo passa a un Raspberry Pi. Le registrazioni vengono scaricate in riserva via Bluetooth o Wi-Fi.

  5. Pubblicazione

    Elenco e file audio vengono caricati qui, consultabili da chiunque.

La stazione di ascolto

Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, Ladispoli (Roma).

    Specie ascoltate

    Scegli una specie per vedere tutte le sue registrazioni.

    Il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia

    Il territorio del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, con i suoi 37 ettari estesi lungo la costa tra Cerveteri e Ladispoli, è una zona umida di grande importanza per la tutela dell’avifauna migratoria e per la conservazione di una delle rare tracce di quello che un tempo fu l’ambiente costiero laziale, con dune sabbiose e un ampio sistema di laghi, stagni costieri e acquitrini, grandi foreste di pianura e una ricchezza faunistica oggi testimoniata solo dall’iconografia e dalla documentazione storica.

    L’area si presenta in alcuni tratti separata dal mare da una esigua lingua sabbiosa e, in altri, raggiunta dal mare che mette a nudo parte dei sedimenti anticamente originatisi dal lento accumulo di materia organica proveniente da residui di piante, alghe e animali morti, con l’aspetto di fanghi nerastri. Dietro la spiaggia (oggetto di intensa erosione ed arretramento) corre un cordone dunale, che delimita la palude vera e propria. Questa è formata da piscine, stagni e canali, inframmezzati da lingue di terra, coperte da un fitto e inaccessibile cannucceto che penetra fino al cuore della palude.

    Un molo di origine artificiale collega attualmente alla costa i ruderi dell’antica Torre Flavia, rimasta isolata a circa 80 metri dalla spiaggia a causa del fenomeno dell’erosione costiera, qui molto accentuato.

    Parte dell’area sommersa è oggetto di attività produttiva, grazie alla presenza di un impianto di piscicoltura sostenibile, la cui gestione contribuisce alla manutenzione della Palude.

    All’inizio del Novecento le bonifiche e la più recente urbanizzazione di Campo di Mare (anni ’60), hanno progressivamente ridotto la grande palude originaria, fino agli attuali 37 ettari. È così iniziato, per la Palude, un periodo di abbandono e di degrado a cui l’azione della Città Metropolitana di Roma Capitale, in collaborazione con il WWF Lazio, sta cercando di porre freno.

    L’area è una Zona di Protezione Speciale (ZPS IT 6030020), che fa parte della Rete Natura 2000 individuata dal Ministero dell’Ambiente, secondo la direttiva 79/409/CEE “Uccelli”. Nella zona antistante di mare aperto è anche presente un Sito di Importanza Comunitaria (“Secche di Torre Flavia” SIC IT 6000009; Dir. 92/43/CEE “Habitat”) che tutela le praterie di Posidonia oceanica.

    La Palude è, a tutti gli effetti, un laboratorio all’aperto dove vengono sperimentate ricerche e strategie specifiche mirate alla conservazione della biodiversità tanto da essere inserita nella rete dei siti LTER (Long Term Ecological Research) del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

    La Palude di Torre Flavia ha vinto nel 2014 il premio “Vota l’Oasi più bella dove fare birdwatching” attraverso una votazione on line da parte di naturalisti e appassionati sul sito dell’Associazione EBN (www.ebnitalia.it), Associazione che si propone la diffusione dell’attività di birdwatching ossia l’osservazione e il riconoscimento in natura degli uccelli. I votanti hanno riconosciuto l’importanza della Palude come punto di sosta per un gran numero di uccelli migratori nonché le tante attività scientifiche (come, per esempio, l’inanellamento) e di educazione ambientale che la Città metropolitana di Roma Capitale, in qualità di Ente gestore, porta avanti sia per aumentare la conoscenza sulla biodiversità di questa piccola ma significativa area umida sia per favorire una corretta fruizione dell’area stessa.

    Testo: Città Metropolitana di Roma Capitale

    Ringraziamenti

    Il progetto birdsongtech si svolge nel Monumento Naturale Palude di Torre Flavia - Ladispoli - Roma, area protetta gestita dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. Ringraziamo l'ente gestore per aver reso possibile l'ascolto e la documentazione della vita della palude.

    Partner tecnico: Associazione Radioamatori Italiani, sezione Alto Lazio - www.arialtolazio.it

    Restiamo a disposizione per modifiche e/o integrazioni e/o correzioni che si rendessero necessarie.